FAQ
Vorrei iniziare a fare patchwork, ci sono corsi vicino a me?
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Se abiti nella zona di Padova, ci siamo noi! Svolgiamo le nostre attività presso la parrocchia di San Lorenzo, via XVI Marzo 35 ad Albignasego Padova, CAP 35020. Il centro parrocchiale è dotato di comodo parcheggio e di ascensore, cosi non serve portare la macchina da cucire su è giù per le scale!
Costa € 200, comprensivi di dispense per ciascuna lezione. Forniamo i locali, la corrente, il ferro da stiro e le dispense, NON i tessuti.
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Quanto costa il corso?
Lo scopo principale del patchwork è confezionare trapunte, cioè delle coperte, e al corso faremo queste. Poi possiamo usarle sui letti, sui divani o appese al muro, come arazzi (qualcuno li chiama “quadri morbidi”). Se ci piace lavorare sul piccolo, complementi d’arredo come cuscini, runner da letto o da tavola, tovagliette, coperture…. C’è chi realizza borse, e anche abbigliamento.
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Che cosa si realizza?
Mi serve una macchina per cucire apposta?
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No, è sufficiente una macchina che cucia bene andando dritta. E con cui abbiamo almeno moderata familiarità. Se però volete comprare una macchina per cucire apposta, vogliatevi bene e comprate la migliore che il vostro budget vi consente. Risparmiare e comprare una macchinina da poco prezzo al supermercato facilmente vi causerà molti grattacapi e vi farà passare la voglia di cucire.
Oltre alla macchina per cucire, serve del materiale speciale?
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Serve l’attrezzatura da taglio, cioè il piano di taglio autorigenerante, la taglierina rotante e la stecca graduata. La spesa non è trascurabile, ma durerà tantissimo tempo! Sono attrezzi versatili che stanno entrando anche nel cucito normale per abbigliamento. Se non li avete, ve li possiamo procurare. Poi la normale dotazione da cucito, forbici, filo, spilli, ecc., un quadernino per appunti e un piccolo contenitore da usare come pattumiera da tavolo. Il ferro da stiro c’è, non serve portarlo.
Devo usare i bellissimi cotoni americani?
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Per cominciare, per fare le prime prove e tastare il terreno, consigliamo di usare del buon puro cotone tipo lenzuolato o tessuto da camicie, anche di recupero! Quindi, no! In questo modo non corriamo il rischio di rovinare un cospicuo investimento. Poi, quando si acquista fiducia nelle proprie abilità e si diventa più ambiziosi si può passare a cose più costose e anche più belle, ma questa è una questione di scelta personale.
Al corso si, perché è un materiale affidabile, che non si deforma, non si fonde sotto il ferro da stiro e si comporta come vogliamo noi. Il lavoro prodotto è bello sia alla vista sia al tatto! Il sintetico rischia di fondersi o indurirsi sotto al ferro da stiro, la viscosa è troppo scivolosa e non mantiene la forma, la lana è grossa. I grandi Artisti usano tutto, ma quello è un obiettivo, non un punto di partenza.
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Si usa solo cotone?
Io non ho mai cucito! Posso iniziare?
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Certamente! Si imparano un sacco di cose, compreso usare la macchina per cucire per chi non l’ha mai usata!
Io non so disegnare, non sono creativa/o…
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Non è vero! Forse non ci hai mai provato? Imparare il patchwork significa sia imparare delle tecniche per cucire insieme i tessuti, che anche un linguaggio nuovo, fatto di dialogo tra la tradizione e la nostra esperienza personale per poter esprimere noi stessi attraverso forme geometriche e non e i colori dei tessuti. Sembra una contraddizione, ma questo ci dà una grande libertà!
Sono pasticciona/e!!!!
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Ce la puoi fare!
Posso fare solo i modelli che si fanno al corso?
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Certo che no! Lo scopo dei nostri corsi è anche aiutare a trovare la nostra “voce”, a esprimere quello che abbiamo dentro o che ci suggerisce una parte di noi a volte inascoltata, la fantasia. I modelli scelti dal corso sono quelli più significativi e versatili per potere esprimere il meglio di noi, creativamente parlando, e fungono da “trampolino di lancio” per altre cose, se vogliamo, altrimenti… sono già belli così e abbiamo la sicurezza di realizzare un progetto soddisfacente.
Ma perché fare un corso in presenza invece di un corso online?
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Perché se ci sono dei problemi l’insegnante è in grado di valutarne la gravità ed intervenire: Esempio: non ho mai cucito, e la prima volta che mi metto a cucire si inceppa la macchina! Panico! Conseguenza: butto via tutto! Se invece c’è un insegnante in presenza, è in grado di individuare il problema (di solito, banalmente, ago infilato male? Spolina messa male?) risolverlo, insegnare la soluzione (come si infila la macchina, fare su la spolina) e cosi si può ripartire di slancio concentrandosi sulla parte divertente! Oppure: Ho sbagliato a tagliare e i miei pezzi sono tutti troppo piccoli! Panico! Butto via tutto! C’è un’insegnante che sa tirare fuori un modello diverso in cui i pezzi più piccoli sono utilizzabili e così non butto via quello che ho tagliato. E poi è più DIVERTENTE cucire in compagnia piuttosto che da soli!
E se sbaglio!?!?
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Si rimedia! Alla fine, e per fortuna, è solo stoffa!